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TORINO - Beato Sebastiano Valfrè, verso il quarto centenario della nascita

30 gennaio 2026


Venerdì 30 gennaio alle ore 11, all’Oratorio di San Filippo (via Maria Vittoria 5, Torino) sarà presentato nel corso di una conferenza stampa il triennale progetto di iniziative dedicate alla figura del Beato Sebastiano Valfrè, colui che, con la sua opera, ha anticipato di oltre un secolo lo storico periodo torinese in cui agirono i “santi della carità”, quei religiosi, come i santi Giovanni Bosco, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo, Giuseppe Cafasso, che furono fortemente impegnati in campo sociale.

All’incontro con i giornalisti saranno presenti padre Simone Furno (Rettore della Chiesa di San Filippo Neri); padre Michele Nicolis (Procuratore Generale della Confederazione dell'Oratorio di San Filippo Neri); don Massimo Scotto (Diocesi di Alba); Rosanna Purchia, (Assessore alla Cultura del Comune di Torino); Albina Malerba (Direttore Centro Studi Piemontesi), Giorgio Gagna (Presidente Centro studi Carlo Alberto); Daniele Bolognini (studioso di Sebastiano Valfrè); Gian Maria Zaccone (Direttore Centro Internazionale di Studi sulla Sindone)

Nel pomeriggio della stessa giornata alle ore 16.00, all’Oratorio di San Filippo, si svolgerà un incontro sul tema “Un Beato, un progetto e il suo perché”, con interventi di padre Michele Nicolis, Daniele Bolognini, Daniele D’Alessandro, Gustavo Mola di Nomaglio, Gian Maria Zaccone, Federico Valle e padre Simone Furno. Moderatore Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo.

Alle ore 18.30 si concluderà la giornata dedicata al Beato Valfrè con la Santa Messa nella Chiesa di San Filippo, presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, mons. Alessandro Giraudo, cui seguirà una cena a buffet.

Il recupero della figura del beato Sebastiano Valfrè, del suo messaggio e del suo esempio - sottolinea il direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, Gian Maria Zaccone - potranno rappresentare un contributo importante che la Chiesa piemontese, la Città di Torino e il Piemonte sapranno offrire alla riflessione verso il Giubileo della Redenzione del 2033, nonché alla storia del territorio e della sua cultura. Nella mattinata del 30 gennaio, memoria liturgica del Beato, presenteremo - spiega Zaccone - un percorso triennale verso il quarto centenario della nascita (1629 - 2029), con iniziative modulate sul territorio ma non solo – la sua devozione è assai sparsa nel mondo, in particolare nel continente americano – con lo scopo di giungere a celebrare in modo consono la ricorrenza, valutando nel contempo anche le possibilità di riapertura dell’iter di canonizzazione.

A Torino - aggiunge il direttore del CISS - vi sono anche altri due punti focali della devozione del Beato che connotano la storia e la realtà di Torino: la Vergine Consolata che grazie al suo intervento assurse a compatrona della Città, e la Sindone, che non cessò mai di offrire come oggetto di meditazione sul mistero dell’incarnazione”.

Diverse le realtà che hanno già aderito all’iniziativa patrocinata dalla Congregazione

dell’Oratorio affiancata dall’Arcidiocesi di Torino e dalla Diocesi di Alba, tra cui Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, l’Associazione Cultores Sindonis, il Centro Studi piemontesi e il Centro Studi Carlo Alberto.


Il Beato Sebastiano Valfrè: maestro del clero, missionario e padre dei poveri

Il 30 gennaio 1710, assistito personalmente dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia, spirava nella sua povera stanza della Congregazione dell’Oratorio annessa alla chiesa di san Filippo a Torino Sebastiano Valfré, prete dell’istituzione fondata un secolo e mezzo prima da san Filippo Neri a Roma. Nato in una numerosa famiglia contadina di Verduno, Diocesi di Alba, studiò tra molte difficoltà, ma con risultati che lo condussero a divenire anche membro della Facoltà teologica nell’Università. Fu uno dei protagonisti della vita ecclesiale in Torino e nel Piemonte: maestro del clero, missionario, catechista, organizzatore dell’apostolato laicale, padre dei poveri.
Venne proposto come Arcivescovo di Torino dal re Vittorio Amedeo II, che lo stimava e ne gradiva i consigli, ma egli umilmente rifiutò fedele al suo motto “non cercare di essere perfetto facendo cose straordinarie. Piuttosto, adempi ai tuoi compiti quotidiani in modo allegro e coscienzioso».

Il suo campo di impegno fu di una vastità impressionante, attento sia alle necessità spirituali ma anche materiali della popolazione torinese e saggio consigliere nelle travagliate vicende politiche del suo tempo. Predicatore instancabile con uno stile semplice, dottrinalmente irreprensibile sebbene libero da intellettualismi e sottigliezze teologiche – che per altro ben conosceva - offre ancora oggi insegnamenti e istruzioni per coltivare una devozione sana e corretta, rivolta in primo luogo ai laici. In questo senso seppe coniugare mirabilmente gli insegnamenti di san Filippo e san Francesco di Sales.

Ma anche padre dei poveri, degli emarginati, delle persone in difficoltà e in situazioni difficili: bisognosi, carcerati, prostitute, ragazzi sbandati, militari di truppa. Tutti aiutava sia con visite, sia con supporto spirituale, materiale e personale – fu visto più volte caricarsi sulle spalle nottetempo dei miserabili per portarli là ove potevano essere accuditi. Ma in particolare fu capace di tessere una rete di carità che attraverso la sua mediazione consentiva passaggi di aiuti imponenti da chi aveva le possibilità verso coloro che nulla avevano. In questo senso certamente si può vedere nel Valfrè il capostipite di quella stirpe di preti santi, che, mossi dalla Carità – l’amore verso Dio e il prossimo, cuore del messaggio cristiano – si sono impegnati nel campo sociale non per uno spirito di mera solidarietà ma per amore compassionevole. Non è un caso che tra di essi la fama e l’esempio del Valfré fossero ben noti e ciascuno di essi, pur con forme e accenti diversi, raccolse la sua eredità spirituale.



PROGRAMMA - Venerdì 30 gennaio 2026

presso Oratorio di San Filippo Neri in Torino


Alle ore 11.00 si terrà la Conferenza stampa di presentazione del progetto.


Alle ore 16.00 una Tavola rotonda sul Beato Valfrè in cui interverranno:

  • Modera: Alberto RICCADONNA

  • Padre Simone FURNO C.O.

  • Padre Michele NICOLIS C.O.

  • Daniele BOLOGNINI

  • Daniele D’ALESSANDRO

  • Gustavo MOLA DI NOMAGLIO

  • Gian Maria ZACCONE

  • Federico VALLE


Alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Filippo Neri

Santa Messa solenne presieduta da Mons. Alessandro Giraudo, Vescovo Ausiliare di Torino


A seguire cena a buffet

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