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il retro della Sindone

Le operazioni eseguite per una migliore conservazione della Sindone hanno consentito di poter osservare e documentare dopo quasi cinquecento anni, il retro della Sindone, coperto nel 1534 dalla fodera cucita a Chanbéry dopo l'incendio. Si è così definitivamente dimostrato che le impronte di sangue compaiono su entrambi i lati del tessuto, mentre l'impronta è presente solo su di un lato.

Il primo tentativo di esplorazione del lato non visibile della Sindone fu realizzato nel 1978, mediante l'uso di fibre ottiche e del divaricatore appositamente realizzato ed esposto in una vetrina del Museo. Si accertò così che solo le macchie di sangue hanno attraversato lo spessore del tessuto, mentre l’immagine sul retro non è visibile.

Tuttavia era necessario procedere all'esame di aree più ampie del retro della Sindone, in modo da potere meglio confrontare l'immagine del fronte con il corrispondente retro. Per questa ragione nel 2000 l'équipe guidata da Paolo Soardo ha adattato uno scanner, riducendolo al minimo spessore necessario per il suo funzionamento e eliminando ogni spigolo, in modo da poterlo inserire tra il telo d'Olanda e la Sindone senza rischi di danni al tessuto. Tale operazione fu resa possibile dalla particolare situazione in cui venne a trovarsi la Sindone, durante la preparazione per essere inserita nella nuova teca di conservazione definitiva, che rese necessaria la scucitura della Sindone dal telo d'Olanda lungo tutto il suo perimetro. Non vennero in quell'occasione toccate le cuciture delle toppe, per cui fu possibile introdurre lo scanner solo parzialmente. Tuttavia si ottennero delle notevoli immagini che permisero di confermare che l'impronta del corpo è superficiale e visibile solo sul fronte della Sindone, mentre le macchie di sangue hanno attraversato il tessuto, e sono quindi visibili sul retro. In particolare notevole importanza ha la scannerizzazione del retro dell'area del volto. Il confronto con la scannerizzazione della stessa area sul fronte evidenzia molto bene l'assenza di impronta e la presenza del sangue.

Nel 2002 la scucitura completa delle toppe e del telo d'Olanda ha permesso finalmente di ottenere l'immagine completa del retro della Sindone. Prima di procedere all'applicazione del nuovo telo di supporto, l'intero retro è stato acquisito tramite scanner ed è stato fotografato.