le teorie sulla formazione dell'immagine
introduzione
Su un solo lato del telo della Sindone, sono visibili impronte che riproducono l’aspetto frontale e dorsale di una figura umana. L’immagine è poco contrastata, manca di contorni netti ed è di colore monocromo giallo paglierino; l’intensità della colorazione è dovuta alla densità delle fibre colorate, cioè al numero di fibre gialle per unità di area. Sul telo non si riscontra traccia di pigmenti coloranti organici e inorganici, né di alcun composto chimico estraneo alle fibre di lino. Sull’impronta corporea si possono osservare evidenti macchie di colore rossastro che, come è stato appurato da ricerche biomediche, sono dovute a materiale ematico. Al di sotto delle macchie di sangue è stato accertato che non esiste immagine; ciò a prova del fatto che questa si è formata in istanti successivi all’apporto ematico.
La prima fotografia ufficiale della Sindone, realizzata nel 1898 dall’avvocato Secondo Pia, mise in evidenza la caratteristica di negatività dell’immagine e segnò l’inizio delle ricerche teoriche e sperimentali atte a riprodurre le impronte dovute alle strutture corporee, al sangue e ad altri agenti come per esempio sostanze liquide.
Una classificazione delle teorie maggiormente accreditate sulle cause del viraggio colorimetrico del telo (supposto impregnato di aloe e mirra) che hanno dato origine all’impronta corporea sindonica, è la seguente:
- teoria del contatto:
il corpo dell’Uomo della Sindone ha dato luogo alle impronte per contatto diretto con il telo;
- teoria vaporigrafica:
i vapori emanati dal cadavere hanno reagito con la soluzione di aloe e mirra;
- teoria dell’energia
radiante: teoria dell’energia radiante: energia di vario tipo, come per esempio quella termica o elettromagnetica ha agito sulla soluzione di aloe e mirra.
Occorre sottolineare che le sperimentazioni realizzate dai ricercatori si sono limitate al volto, in quanto per l’immagine globale emergono difficoltà operative di non facile soluzione.
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